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Mercoledì 27 gennaio, in occasione della Giornata della memoria, abbiamo invitato a scuola la signora Tončka Senčar, insegnante in pensione, sopravvissuta alla II Guerra Mondiale nei campi di lavoro. Ci ha descritto la sua infanzia vissuta in quattro diversi campi nazisti. A soli sei anni era stata deportata insieme alla sua famiglia dal suo villaggio natale (vicino a Brežice) in Slesia dove ha trascorso ben quattro anni. In quel luogo regnava un regime rigido in cui ognuno aveva dei doveri e delle responsabilità, persino i bambini. Ai prigionieri veniva fatto il “lavaggio del cervello” per cancellare la memoria della vita prima del campo e facendo loro accettare un’altra realtà. Tuttavia, la signora Senčar ci ha spiegato che sono stati i racconti e le storie per bambini che l’hanno aiutata a superare i momenti difficili nel campo, facendole dimenticare le atrocità che subiva. Anche se la sua infanzia è stata dura e ha lasciato tracce indelebili nella sua vita, la signora Tončka è rimasta una persona gentile e ottimista, evitando di diventare vittima del suo passato.
Ancora oggi nel mondo, milioni di persone continuano a soffrire a causa di discriminazioni e violenze, inclusi coloro che fuggono da guerre, persecuzioni e privazioni, è perciò indispensabile ritrovare quei principi di solidarietà e di umanità che costituiscono i valori fondanti della nostra società.